L’intelligenza artificiale sta attraversando una fase di forte diffusione nelle organizzazioni, ma il passaggio dalla sperimentazione alla capacità operativa resta una sfida aperta per molte aziende. Per capire che cosa permette all’AI di diventare parte dei processi e delle decisioni, abbiamo intervistato Leonardo Di Marzio, Business Unit Manager in Storm Reply, la società del gruppo Reply specializzata nella progettazione e nell’implementazione di soluzioni e servizi cloud-based innovativi, e Stefano Mutta, Project Manager IT Solutions Development – Airport Solutions Development in ADR.
Dalla GenAI alle architetture integrate su cloud, fino ai nuovi scenari aperti dall’Agentic AI, prende forma il passaggio dai proof of concept ai sistemi che entrano nei flussi aziendali a sostenere processi e decisioni nel tempo. Sullo sfondo, un tema centrale per chi lavora con le tecnologie avanzate: costruire soluzioni capaci di innovare senza perdere controllo, soprattutto quando l’intelligenza artificiale entra in contesti complessi come i servizi aeroportuali.
Storm Reply è sponsor di IntelligentIA. Il 7 marzo Leonardo Di Marzio e Stefano Mutta saliranno sul palco per presentare il nuovo Virtual Assistant basato su intelligenza artificiale multi-agentica sviluppato da Aeroporti di Roma (ADR).
Storm Reply opera come azienda specializzata su Cloud e AI. In una fase in cui l’intelligenza artificiale viene spesso affrontata per silos, quanto è determinante adottare un approccio integrato? Che impatto ha questa impostazione sulla qualità e sulla scalabilità dei progetti di IA che seguite?

Quando l’IA viene gestita per silos, spesso si ottengono POC brillanti ma poco industrializzabili: modelli non governati, dati non affidabili, costi imprevedibili e integrazioni fragili. Un’impostazione integrata, invece, rende i progetti scalabili per design: dalla scelta del modello alla messa in produzione, fino al monitoraggio continuo e all’evoluzione.
Sul mondo GenAI questo è ancora più vero: lavorare su AWS permette di integrare e scalare più modelli in modo coerente con i requisiti enterprise e con l’infrastruttura cloud. In questo contesto, Storm Reply affianca le aziende nel disegno dell’architettura e della governance end-to-end, valorizzando l’ecosistema AWS per portare la GenAI da sperimentazione a capacità operativa, misurabile e mantenibile nel tempo.
Negli ultimi anni molte organizzazioni hanno avviato iniziative di intelligenza artificiale, ma poche sono riuscite a trasformarle in capacità strutturali. Dal vostro punto di vista, che cosa distingue l’uso dell’IA come semplice tecnologia dall’IA come leva di trasformazione dei processi e delle decisioni aziendali?
La differenza sta nel fatto che l’IA può restare un “oggetto” tecnologico oppure diventare una capacità strutturale dell’azienda. Nel primo caso si tende a ragionare per casi d’uso isolati: si prova un modello, si costruisce un assistente, si automatizza un passaggio. Spesso funziona anche bene, ma rimane confinato e non viene integrato in modo robusto nei processi aziendali.
Quando invece l’IA diventa leva di trasformazione, entra nei flussi di lavoro e nel modo in cui si prendono decisioni: aumenta affidabilità, controllo e tracciabilità, e rende più consistente l’esecuzione dei processi. Questo richiede una piattaforma e una governance che permettano di scalare nel tempo. È lì che si passa dai POC al “prodotto”, e dall’entusiasmo iniziale a una capacità ripetibile e misurabile.
Quando un’azienda introduce l’IA nei propri sistemi e processi, quali elementi possono essere standardizzati senza perdere valore e quali, invece, devono rimanere fortemente contestuali e non standardizzabili?
Quando un’azienda introduce l’IA, alcuni processi possono essere standardizzati senza perdere efficacia: in particolare quelli più semplici e ripetitivi, dove il beneficio è immediato perché si risparmia tempo da reindirizzare su attività a maggiore impatto.
Allo stesso tempo, l’IA è utile anche nei processi complessi: accelera analisi, sviluppo e presa di decisioni, riducendo i tempi e rendendo più fluido l’avanzamento dei progetti. In ogni caso, sia nei processi semplici sia in quelli complessi, restano fondamentali definizione e revisione umana, perché regole, priorità, vincoli e responsabilità cambiano da organizzazione a organizzazione.
Con l’affermarsi dell’Agentic AI, l’intelligenza artificiale inizia ad agire lungo interi flussi di lavoro e non solo a supportare singole attività. In questo scenario, come cambiano la governance del software e il rapporto tra tecnologia, persone e responsabilità decisionale?
Con l’Agentic AI, l’intelligenza artificiale non si limita a suggerire contenuti, ma può eseguire più passaggi di un processo, interagendo con altri sistemi e strumenti. Per questo la governance non riguarda solo se la risposta è corretta, ma soprattutto che cosa l’agente può fare: quali permessi ha, quali limiti deve rispettare e come si traccia ogni azione in modo verificabile.
Di conseguenza cambia il modo in cui si distribuiscono decisioni e responsabilità: l’agente può gestire in autonomia i passaggi a basso rischio, mentre quelli critici restano sotto controllo umano. La progettazione deve quindi includere fin dall’inizio regole chiare su autorizzazioni, approvazioni e tracciabilità delle azioni, così che l’automazione sia utile ma sempre governata.
Nel progetto ADR, l’intelligenza artificiale è stata applicata in un contesto di trasporto pubblico nazionale. Quali criteri guidano le vostre scelte tecnologiche in progetti di questo tipo? E come si bilancia l’innovazione con la responsabilità di intervenire su servizi critici?

Quando avviamo un nuovo progetto all’interno della nostra organizzazione teniamo a mente sempre la nostra mission, guidare lo sviluppo dell’aeroporto del futuro sulla base di un nuovo modello inclusivo, e la nostra vision, ovvero essere la principale porta di accesso dell’Italia per il mondo, all’avanguardia e accattivante, creando valore sostenibile e condiviso per i nostri stakeholder.
Sviluppo sostenibile, qualità e innovazione sono i nostri pilastri nelle scelte di Aeroporti di Roma, anche nella decisione di sviluppare un Assistente Virtuale basato su intelligenza artificiale multi-agentica: un progetto che rientra nel contesto di evoluzione tecnologica e di trasformazione che contraddistingue il nostro DNA. Un percorso in cui abbiamo deciso di far evolvere il già esistente chatbot, basato su un approccio deterministico e molto poco flessibile rispetto alle esigenze dei nostri passeggeri.
Il nuovo Assistente Virtuale, infatti, è una soluzione avanzata di intelligenza artificiale conversazionale basata su Large Language Model (LLM) potenziata da una knowledge base specializzata e da molteplici fonti dati (tramite l’utilizzo di interfacce API dai sistemi aeroportuali), contenente informazioni specifiche relative all’aeroporto di Roma Fiumicino e progettata per fornire supporto informativo e operativo ai passeggeri.
È sviluppato con l’obiettivo primario di migliorare la loro esperienza, offrendo un punto di accesso centralizzato, intuitivo e sempre disponibile per informazioni relative ai servizi aeroportuali: l’approccio multicanale, attraverso i principali canali digitali Whatsapp e sito adr.it, le risposte in tempo reale, in particolare sui voli, e la personalizzazione dell’esperienza dell’utente con conversazioni in linguaggio naturale, approccio proattivo e supporto multilingua sono alcune delle principali funzionalità con le quali abbiamo evoluto e innovato la precedente soluzione.
Per noi i passeggeri sono al centro del contesto evolutivo tecnologico e l’Assistente Virtuale è in grado di fornire il necessario supporto in tutte le fasi della journey aeroportuale:
Assistenza pre-viaggio – Supporto nella pianificazione, informazioni sui documenti necessari, procedure di check-in e opzioni di trasporto verso l’aeroporto con informativa su parcheggi e viabilità.
Assistenza durante la permanenza in aeroporto – Informazioni in tempo reale su voli, indicazioni per orientarsi nei terminal, suggerimenti sui servizi disponibili, inclusi ristoranti e shopping.
Assistenza post-viaggio – Informazioni sul ritiro bagagli, sulle opzioni di trasporti dall’aeroporto e sulla gestione di eventuali problematiche.
Bilanciare l’innovazione con la responsabilità di intervenire su servizi critici legati alle infrastrutture aeroportuali richiede un approccio strutturato che integri, fin dalla fase di ideazione di un progetto, gli aspetti di governance, resilienza operativa e mitigazione dei rischi. Questo principio accompagna tutte le fasi successive, dal design ai test con gli utenti, fino alla messa in produzione di soluzioni affidabili e innovative. È in questo modo che l’innovazione diventa realmente responsabile.
IntelligentIA è il primo grande evento dedicato all’IA in programma a Roma il 6-7 marzo 2026. Due giornate “full immersion” sull’intelligenza artificiale per capire come integrarla nei processi di business e come gestirla con intelligenza umana, per prendere decisioni migliori e generare valore reale per le organizzazioni, le aziende e le persone.





